mercoledì 18 marzo 2015

Harley Quinn: non fa così ridere se ci pensi un attimo...

La dottoressa Harleen Frances Quinzel, ovvero la pazza, divertente, strana sidekick del Joker è uno dei personaggi più interessanti della storia dei fumetti.

Di primo acchito si potrebbe dire che Harley non è altro che uno strumento di supporto negli archi narrativi, molto più tetri, che riguardano Joker. E in effetti è stata scritta in questo modo per tanto tempo. Mai sviluppata, mai degnata di tratti caratteriali più profondi di una pozzanghera. Ma se si osserva con attenzione ci sono dei piccoli dettagli che la rendono un personaggio estremamente complicato.

La storia di Harleen Quinzel inizia quando, giovanissima, comincia a lavorare come praticante all'Arkham Asylum per poter studiare da vicino le psicosi del peggior criminale di Gotham. In qualche modo Harleen finsice per innamorarsene; la cosa non sorprende più di tanto: è risaputo che spesso, nel rapporto tra paziente e dottore, può svilupparsi un profondo affetto e anche un sincero amore. Nella fattispecie, Harleen e il suo paziente cominciano ad entrare l'uno nel mondo dell'altra così spesso che questi due mondi cominciano ad intrecciarsi. Inoltre, Harleen dichiara di empatizzare con il Joker in più di un'occasione.
Bisogna poi considerare il fascino che il male puro può esercitare su determinate persone. Si tratta di un discorso lungo e complesso, studiato in campo psichiatrico, sul quale non mi dilungherò in questa sede.

Ora, non sappiamo se il Joker sia effettivamente in grado di amare. Secondo Bruce Wayne, l'unico sentimento che il Joker è in grado di comprendere e sentire è l'odio. è un modo un po' semplicistico di definire una personalità e io credo che, in qualche modo, il Joker possa avere anche altri tipi di sentimenti. Certo, non l'amore in senso tradizionale.

Harley, dal canto suo, è follemente e totalmente innamorata. Peggio: è ossessionata. Ossessione è la parola chiave nella psicologia di Harley: è ossessionata dal suo lavoro, è ossessionata dalla patologia mentale particolare di Joker, ed è ossessionata dal Joker stesso. Questa ossessione la porta addirittura ad un cambiamento radicale nel suo sistema di valori e nelle sue priorità; il suo codice morale si allinea in effetti con quello del Joker, facendo sì che Harleen come individuo si annulli. Pur di far colpo su di lui, è disposta a fare qualsiasi cosa. Joker naturalmente sfrutta la situazione ed è così che la convince a farlo evadere da Arkham.



Ed è così che Harley diventa nient'altro che un sidekick, un giullare, una proiezione del Joker stesso. Un fool. Un tipico fool shakespeariano che viene sempre ignorato ma che nasconde dentro di sé la verità. Il lettore è portato a credere che quello che fa Harley è dettato dall'amore cieco che prova per Joker, ma la realtà è molto più complessa. Visto che il codice morale di Harley è stato completamente ribaltato dai giochi mentali di Joker è in realtà l'ossessione a guidarla, non l'amore. L'amore che non possiamo dare per scontato che provi. L'amore qui è secondario. L'effetto che Joker ha su Harley è infatti più sottile e pericoloso: si tratta di una vera e propria dipendenza, che si sviluppa in un gioco malato di dolore e gratificazione. Il bastone e la carota. Il controllo totale.
Anche quando Joker esercita chiaramente violenza su Harley, lei si sente gratificata. Nella mente di Harley il Joker le sta dando attenzioni. La qualità di queste attenzioni per lei non è più rilevante. Per esempio, Joker spinge Harley in un bidone di acido (da cui deriva la sua carnagione bianchissima), e nonostante ciò lei non è furiosa con lui come ci si aspetterebbe. Anzi, Harley arriva al punto di credere che Joker l'abbia fatto per renderla ancora più bella. Si tratta di un chiaro segno di sottomissione totale, risultato da una profonda violenza psicologica.

La storia di Harley è molto triste.

Anche se ora Harley sembra aver superato la sua storia con il Joker (vedi: Harley Quinn New 52), a volte la violenza psicologica riaffiora e Harley mostra una sorta di brevissimi momenti di affetto verso di lui. Certo, lei ora lo detesta e lo ritiene colpevole di tutto ciò che è successo..ma i pattern mentali sono difficili da cancellare. Il che è un'ulteriore prova di quanto sia stata profonda la violenza subita da Harley.



In tutto questo Harley ha avuto un'unica grande fortuna: incontrare Poison Ivy, aka Pamela Isley. Pamela è largamente responsabile della riabilitazione di Harley: non solo l'ha aiutata a riprendersi fisicamente, ma l'ha accompagnata lungo un processo di riabilitazione mentale doloroso e difficile. Un processo di riabilitazione che non riguardava solo la realizzazione di essere stata vittima del Joker e la volontà di stargli lontano, ma soprattutto la necessità di Harley di ritrovare sé stessa, i suoi valori e la sua forza: l'amore per gli animali e le persone, l'intolleranza verso l'ingiustizia. Ed un pizzico di leggerezza e spensieratezza.
Pamela non tollera le ricadute di Harley, ed esercita in effetti un'influenza estremamente positiva su di lei; la aiuta a ricordarsi chi è.



Detto ciò, credo che Harley abbia un enorme potenziale per diventare un personaggio ancora migliore nel futuro. Spero che la DC si renda conto di questo e che la valorizzi. Naturalmente, senza il Joker nei paraggi.