martedì 7 aprile 2015

Microrecensione: Convergence #0

OK Convergence poteva essere (o potrebbe ancora essere) almeno interessante.

Il numero zero, ovvero l'introduzione, non lo è per niente. Al punto che è più interessante l'etichetta dello shampoo.



Almeno la copertina è carina. Più o meno.
Poteva essere peggio.



La DC ha lanciato l'evento Convergence in pompa magna, promettendoci la più grande storia mai scritta. Io, che sono una persona ottimista e che non ama lamentarsi a priori, ero molto curiosa. Quindi il primo di Aprile mi sono gettata su Convergence #0 con grandi aspettative e....ho pensato fosse un pesce d'aprile.
Tutt'ora non sono sicura di quello che ho letto. Se mi chiedete che cosa possiamo aspettarci dai futuri numeri, non so rispondere. Se mi chiedete qual'è la trama, non so rispondere. Convergence #0 è un risottone di cose.
Innanzitutto, ci erano stati promessi un sacco di personaggi provenienti da un casino di universi e, bada bene, tutti universi pre New52. E quindi chi troviamo in questa introduzione?
Superman. Da solo. Quello di New52.



Va beh, andiamo avanti magari c'è un motivo che giustifichi questa scelta (spoiler: non c'è).
E qui comincia il festival dell'illogico.
Perché, come avevo già scritto, il cattivissimo della situazione è Brainiac. Che si manifesta in una dozzina di forme diverse. E uno, per logica, assume che Brainiac in ogni sua forma sappia qual'è la città di Superman, giusto?
No, sbagliato. Queste incarnazioni di Brainiac sono affette da Alzheimer e non lo sanno. Boh. Non chiedete a me, chiedete a chi l'ha scritto (Dan Jurgens e Jeff King - gli indirizzi mail non li ho).
Insomma per 23 pagine tutti questi Brainiac e Superman parlano..e parlano...e parlano...senza che si capisca niente.
Bonus: alla fine c'è un (in)utile recap di chi è chi e cosa è cosa che non ho avuto voglia di leggere.

GIUDIZIO FINALE: prima di leggere Convergence #0 ne sapevo esattamente quanto ne so ora, ma avevo 3 dollari in più in tasca.