domenica 12 aprile 2015

Fashion in comics: important stuff!

Già agli inizi del '900 Georg Simmel, uno dei padri della sociologia, riconosceva l'importanza della moda come rappresentazione dell'essere umano. Che lo si voglia o no, la moda è comunicazione. Che tu scelga di metterti un vestito di Chanel e truccarti come una diva del cinema, o che tu scelga di uscire in tuta e con i capelli annodati sulla testa, stai in ogni caso comunicando qualcosa. Con la moda possiamo comunicare come ci sentiamo (oggi sono stanca, voglio far colpo, sto andando a lavorare), quali sono le nostre scelte politiche, quali sono i nostri obiettivi di carriera. Possiamo comunicare potenzialmente qualsiasi cosa tramite l'abbigliamento. 
Si tratta di una parte importante della relazione interpersonale sia nell'ambito della società sia nell'ambito dei media. Non per niente, ad esempio, quello dei costumisti cinematografici è una categoria importante per gli Oscar.


Oggi siamo nel 2015 e finalmente anche le grandi case editrici di fumetti si stanno rendendo conto della stessa cosa, specialmente per quanto riguarda i personaggi femminili. 

Attraverso l'abbigliamento, un personaggio femminile può acquisire profondità - di colpo, sembra una persona reale con la quale possiamo relazionarci facilmente. 

Naturalmente non è una cosa molto difficile da fare: un paio di numeri di Cosmopolitan e qualche click su siti di moda dovrebbero essere sufficienti. È veramente molto semplice e risolve uno dei problemi che stanno alla base della sceneggiatura attraverso pochi tratti di matita: show, don't tell
Attraverso un certo outfit, un personaggio può acquistare un nuovo significato e nuovo carattere. Non farlo non solo trascura un'enorme parte dello storytelling basico, ma è anche segno di grande pigrizia. O del fatto che non ti frega più di tanto dei tuoi lettori. 

A Mantova, Gianluca Maconi (Disney) mi raccontava di come in certi ambienti i creatori di fumetti vengano derisi se propongono di "vestire" i propri personaggi in maniera un po' più ragionata. Per fortuna, questa tendenza sta lentamente cambiando anche nel mainstream (sì lo so, sembra assurdo vero?). 

Non basta più disegnare una Barbara Gordon in un costumino attillato quando combatte il crimine, e vestirla con jeans generici e maglietta generica quando è a casa.
Allo stesso modo, disegnare una Selina Kyle mezza nuda non contribuisce granché a renderla sexy. 
E quindi ecco che Babs Tarr, nel reboot di Batgirl, ci propone una Barbara Gordon alla moda che si veste esattamente come si vestono migliaia di ragazzi americani al college. è sempre stato l'obiettivo del team creativo di Batgirl rivolgersi ad un pubblico più giovane, principalmente femminile; e l'intelligenza di Babs Tarr ha incluso l'abbigliamento.



Babs Tarr


Marguerite Sauvage ci offre una nuova Wonder Woman in Sensation Comics Featuring Wonder Woman: con poche aggiunte e modifiche ecco una Diana che...ci parla proprio del suo abbigliamento (breaking the fourth wall, anyone?).


Marguerite Sauvage


Amanda Conner ci regala una nuova, divertentissima variazione del costume di Harley Quinn che la nostra eroina sfoggia per le strade di Coney Island, mentre Karl Kerschl esplora le uniformi scolastiche dalla vaga ispirazione Hogwartsiana in Gotham Academy.

Adrian Alphona si guadagna un bonus in più vestendo la spettacolare Kamala Kahn, ovvero Ms Marvel, con abiti che uniscono la tradizione etnica di Kamala, che è pakistana, e la moda dei teenager americani. Kudos! 


E così, l'evoluzione della moda nei fumetti esce dalle "quattro mura" della vignetta e invade i blog, tumblr, e instagram. Su Pinterest, si trovano migliaia di set ispirati alle supereroine. Su Tumblr si moltiplicano i blog dedicati alla moda dei fumetti. Bada bene, non la moda di chi legge i fumetti, ma
la moda intrinseca e propria dei personaggi dei fumetti. Come si vestirebbe Babs nel mondo reale? E se volessi vestirmi richiamando i colori di Wonder Woman?
E quindi troviamo meravigliosi blog come quello di Betty Felon, Fashion Tips From Comic Strips.
Questo fenomeno dimostra la partecipazione e l'importanza della moda: dimostra che attraverso essa possiamo immedesimarci nelle nostre eroine preferite e, perché no, magari sentirci come loro mentre andiamo a scuola o al lavoro. O semplicemente divertirci su un blog.

Pinterest
Pinterest






















Pian piano, pian piano questo discorso raggiunge il pubblico e dà modo agli editori di migliorare le storie che pubblicano; un segnale chiaro è stato il panel dedicato a questo argomento nientepopodimeno che alla Wondercon di Anaheim di settimana scorsa (potete leggerne un recap qui).
Pazientiamo, pazientiamo :)